Stefano Zecchi

Stefano Zecchi

Ha studiato al liceo classico Marco Polo di Venezia. Dopo la Maturità si è iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, dove si è laureato in filosofia con Enzo Paci discutendo una tesi sulla fenomenologia di Edmund Husserl, e ai problemi della fenomenologia ha dedicato i suoi primi studi. Nel 1979 è diventato professore ordinario, ottenendo la cattedra di filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Padova. Dal 1984 al 2014 è stato professore ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano.

Dopo gli studi sulla fenomenologia di Husserl e della sua scuola, ha affrontato le questioni inerenti ai concetti di “speranza” e di “utopia”, con particolare riferimento alla filosofia di Ernst Bloch. Il pensiero di Goethe (di cui ha tradotto diversi saggi sulla scienza, l’arte e la letteratura) e del Romanticismo sono diventati i punti di riferimento essenziali dei suoi studi, che lo hanno portato a concentrare le sue ricerche sul problema e sul significato della bellezza.

Il concetto di bellezza viene inteso da Zecchi come il fondamento per comprendere lo sviluppo della metafisica occidentale. L’esperienza della bellezza diventa decisiva per cogliere il valore delle relazioni con gli altri e con il mondo e per riflettere sul senso della vita. Nel pensiero di Zecchi la bellezza contrasta nel modo più radicale con il nichilismo – vera malattia spirituale del nostro tempo – essendo l’idea del bello mai dissolutiva, reattiva, negativa, bensì progettuale, utopica, propositiva, sovversiva. In questa prospettiva, l’estetica contemporanea, le questioni delle arti, e del loro valore di verità, il concetto di opera mitico-simbolica nella sua funzione di critica allo sviluppo della modernità scientista e globalizzata sono diventati temi cruciali delle sue ricerche filosofiche. Nei suoi libri, l’argomento più rilevante e ineludibile è costituito dalla critica a quelle espressioni della nostra cultura, dominate dalla visione pragmatica e meccanicistica della vita, che hanno cancellato l’educazione estetica dalla formazione dell’uomo.

Alla sua ricerca filosofica si accompagna una significativa attività di romanziere. La sua idea di scrittura e gli argomenti affrontati riflettono sul piano della narrativa la sua concezioni dell’estetica e della letteratura.

Ha insegnato in diverse università straniere: tra esse l’Università Tagore di Calcutta, in India. Oltre all’insegnamento ha ricoperto importanti incarichi amministrativi: consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera, membro del consiglio dell’Irer (Istituto per la programmazione scientifica e culturale della Regione Lombardia), rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione presso l’UNESCO per la tutele dei Beni immateriali, consigliere comunale a Venezia e assessore alla cultura a Milano, consigliere d’amministrazione del MAXXI (Museo dell’arte del XXI secolo), della Fondazione La Verdi di Milano e del Teatro Parenti di Milano.